Dom. 25. Feb 2024, Santa Fe - Argentina

UCRAINA: OK DEL PARLAMENTO ALLE ARMI MA ANCHE A UN PERCORSO DIPLOMATICO

UCRAINA: OK DEL PARLAMENTO ALLE ARMI MA ANCHE A UN PERCORSO DIPLOMATICO

ROMA-ITALIA  Via libera dall’aula del Senato con 113 si, 18 no e 0 astenuti al decretoche prevede la proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina. Il testo passa ora all’esame della Camera.

Il dibattito politico in merito è però stato dominato dall’ordine del giorno presentato dal capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, che nella sua prima formulazione aveva raccolto l’attenzione e il consenso dei 5 Stelle, che avevano preannunciato l’intenzione di sottoscriverlo e votarlo: "Bene che la Lega si sia svegliata venendo sulle nostre posizioni riguardo all'urgenza di iniziative negoziali, ma ci vuole coerenza: non si può parlare di pace mentre si continua ad alimentare la guerra inviando armi. La Lega abbia coraggio e sia conseguente: faccia un passo in più chiedendo esplicitamente lo stop all'invio di armi" aveva dichiarato il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Senato, Stefano Patuanelli.

Cortocircuito politico che porta alla riformulazione dell’odg, che ha avuto il parere favorevole del relatore e del governo, e che è stato approvato con 110 sì, 0 no e 7 astenuti, con il Pd che ha votato a favore mentre 5 stelle e Avs non hanno preso parte al voto. Il testo impegna l’esecutivo “a farsi carico, in tutte le sedi competenti, di una concreta iniziativa volta a sviluppare un percorso diplomatico, al fine di perseguire una soluzione del conflitto per giungere ad una pace nel ripristino del diritto internazionale”.

Prima del voto, lo stesso Romeo aveva spiegato in aula: “Non si tratta di mettere in difficoltà la premier, come ha scritto qualche giornale. La questione è sfruttare la grande opportunità che l'Italia ha con la Presidenza del G7 di parlare, di discutere, di coinvolgere l'intero Occidente sulla necessità di trovare soluzioni diplomatiche e di costruire negoziati. È un'opportunità che l'Italia ha e che offriamo alla premier Meloni, affinché il Governo italiano operi nel solco della sua storia, della sua tradizione di mediazione tra le varie parti”.