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TAJANI-CONTE, SCONTRO ALLA CAMERA SU GAZA

TAJANI-CONTE, SCONTRO ALLA CAMERA SU GAZA

ROMA-ITALIA  L'assedio di Gaza deflagra il 15 novembre alla Camera, nel corso di un acceso question time caratterizzato da un pesante scambio di accuse tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Galeotta una interrogazione di Nicola Fratoianni sulle misure pensate dall'Italia per favorire un cessate il fuoco nella Striscia, ma gli animi si accendono quando Conte critica il governo per la decisione di astenersi dalla risoluzione delle Nazioni Unite sulla tregua umanitaria, accusando il governo di "mancanza di coraggio" e "atteggiamento codardo" nel non assumersi la responsabilità di imporre un cessate il fuoco immediato: "Abbia il coraggio di sospendere l'export di armi verso Israele, come il mio governo ed altri fecero per altri contesti" ha tuonato l'ex premier.

Visibilmente irritato, Tajani ha replicato alle accuse di Conte, sottolineando che il governo "non ha mancato di coraggio" e invitando l'ex presidente del Consiglio a un linguaggio più adeguato: nessuna codardia, ha assicurato Tajani, piuttosto, "comprensione della situazione e di un approccio diplomatico mirato.

Conte, dopo le proteste della maggioranza, ha ribadito i suoi punti di vista, sottolineando che Tajani ha violato il regolamento rivolgendosi a lui in modo alterato e attribuendogli intenzioni non espresse. Durante il dibattito, anche Fratoianni, aveva criticato il governo per l'astensione alla risoluzione dell'ONU sulla tregua umanitaria, affermando che l'Italia "deve agire con determinazione per imporre un cessate il fuoco e porre fine alla sofferenza del popolo di Gaza". Fratoianni ha sottolineato l'importanza di non limitarsi a dichiarazioni formali e di assumere un ruolo proattivo nella risoluzione del conflitto. Ha espresso preoccupazione per l'antisemitismo e l'islamofobia, chiedendo al governo italiano di non "nascondere la testa nella sabbia".