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USA-CINA, BIDEN: XI UN DITTATORE MA LA DISTENSIONE AVANZA

USA-CINA, BIDEN: XI UN DITTATORE MA LA DISTENSIONE AVANZA

SAN FRANCISCO-STATI UNITI  Com’era prevedibile, il ministero degli Esteri cinese ha reagito duramente alle parole del presidente americano Joseph Biden, che al termine del faccia a faccia del 15 novembre a San Francisco ha nuovamente definito il presidente cinese Xi Jinping un dittatore in quanto “gestisce un Paese che è un Paese comunista ed è basato su una forma di governo totalmente diversa dalla nostra”.

Un’affermazione che Pechino, per bocca del portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, ha definito “estremamente sbagliata e irresponsabile, la Cina si oppone risolutamente alla manipolazione politica”. Ning ha inoltre aggiunto che ci sono sempre “persone con secondi fini” che cercano di provocare e minare le relazioni Cina-USA. “Ma ciò non avrà successo”, ha concluso il diplomatico.

L’inquilino della Casa Bianca non è nuovo ad affermazioni di questo genere. Biden infatti definì “un dittatore” Xi già a giugno, meno di 24 ore dopo la visita del segretario di Stato Antony Blinken a Pechino, sulla quale Washington riponeva grandi speranze nel miglioramento delle relazioni bilaterali. Allora il Ministero degli Esteri cinese non lesinò aggettivi per tali dichiarazioni, bollandole come “assurde, irresponsabili, contrarie ai fatti, che violano gravemente l'etichetta diplomatica”, arrivando a parlare di “un grave attacco alla dignità politica della Cina” e di “un'aperta provocazione politica”.

Questa volta però si ha l’impressione che Pechino tenda a non allargare lo strappo, intuendo nella dichiarazione di Biden un passo falso al termine di un incontro nel quale ha prevalso uno spirito di apertura e collaborazione. Lo stesso Ministero degli Esteri cinese ha infatti evidenziato che a San Francisco le parti hanno delineato “un piano per l'attuazione di uno sviluppo sano e stabile delle relazioni bilaterali”.