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LA FIRMA DEI PROTOCOLLI D’ACCESSO AVVICINA SVEZIA E FINLANDIA ALLA NATO

LA FIRMA DEI PROTOCOLLI D’ACCESSO AVVICINA SVEZIA E FINLANDIA ALLA NATO

ROMA-ITALIA  Forse è ancora presto per dire se la giornata di oggi sarà di quelle che verranno sottolineate nei libri di storia, ma quel che è certo è che il 5 luglio non è stato un giorno come gli altri. Almeno, non nello scacchiere internazionale.

“Questa è una giornata storica per la Nato, per la Svezia e per la Finlandia. E la nostra gente sarà ancora più al sicuro mentre affrontiamo la più grande crisi di sicurezza degli ultimi decenni”: parole e musica di Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, nel giorno in cui i due Paesi scandinavi hanno firmato i protocolli d’accesso, il passaggio ufficiale che precede la ratificazione da parte degli alleati della Nato. In altre parole, a breve l’Alleanza Atlantica avrà due nuove membri in più. La firma dei protocolli di adesione in quel di Bruxelles è arrivata dopo il superamento di uno stallo tutt’altro che facile da valicare. Era stata la Turchia a porre il veto sull’adesione di Svezia e Finlandia alla Nato; al vertice dell’Alleanza Atlantica a Madrid, però, Stoccolma e Ankara hanno trovato un accordo, che ha portato la Turchia a dare il proprio benestare.

L’accordo, però, è di quelli che sin da subito ha fatto rumore e riguarda la questione curda. Nel memorandum d’intesa tra le due nazioni, a detta del presidente turco Erdogan, sarebbe prevista la consegna da parte delle autorità svedesi di una sessantina di immigrati curdi, considerati dei terroristi.

“Le autorità preposte all’estradizione ricevono le richieste e le processano secondo le procedure, poi è l’Alta Corte a prendere la decisione. Non ci possono essere vie legali aggiuntive, rispetteremo la legge svedese e il diritto internazionale” ha spiegato la Ministra degli Esteri della Svezia Anna Linde, di fatto smentendo la presenza di una “black list” di persone da estradare; ha poi aggiunto che con la Turchia si avrà una maggior cooperazione internazionale contro il terrorismo.

Una situazione su cui, inevitabilmente, saranno puntati i riflettori dell’attenzione internazionale, proprio come sono puntati ora sull’imminente ingresso di Helsinki e Stoccolma al tavolo della Nato. Una decisione dei due Stati, inutile negarlo, figlia della guerra in Ucraina scoppiata lo scorso 24 febbraio, e incentivata soprattutto dalla vicinanza geografica con la Russia. In questa direzione, guarda anche lo stesso Stoltenberg affermando che l’invasione russa ha infranto una pace ultradecennale in Europa, auspicando quindi un rapido processo di ratifica da parte dei parlamenti dei Paesi alleati.