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COP27, GUTERRES: IL CLIMA È LA SFIDA CENTRALE DEL NOSTRO SECOLO

COP27, GUTERRES: IL CLIMA È LA SFIDA CENTRALE DEL NOSTRO SECOLO

SHARM EL SHEIK-EGITTO  Cooperare o morire: non esistono alternative. Sembra proprio questo il potente messaggio lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres il 7 novembre all’apertura del vertice sul clima Cop27 di Sharm el Sheik.

E chi in questo messaggio vede una sfumatura inquietante certamente non sbaglia: bisogna fare davvero qualcosa, non solo a parole, prima che sia troppo tardi. Ammesso e concesso che, troppo tardi, non lo sia già. “Non possiamo accettare che la nostra attenzione non sia focalizzata sul cambiamento climatico. Ovviamente, dobbiamo lavorare insieme per sostenere gli sforzi di pace e porre fine a tremende sofferenze. Ma il cambiamento climatico è su una linea temporale e su una scala diversa. È una questione determinante della nostra epoca. È la sfida centrale del nostro secolo. È inaccettabile, oltraggioso e autolesionista metterlo in secondo piano. In effetti, molti dei conflitti odierni sono legati al crescente caos climatico. E la guerra in Ucraina ha messo in luce il profondo rischio della nostra dipendenza dai combustibili fossili” ha detto Guterres.

Nel primo giorno di Cop27 risuona la voce di una grande assente, Greta Thunberg, volto globale delle proteste giovanili contro il cambiamento climatico. L’attivista svedese ha definito l’appuntamento egiziano come “greenwashing”, aggiungendo poi di essere pessimista sulla capacità dei leader mondiali di fare progressi sulla questione del clima. Ma la vera notizia è la sua apertura a un cambio della guardia. Thunberg, infatti, si è detta pronta a cedere il testimone a chi è in prima linea contro il cambiamento climatico; in particolare, chi vive sulla propria pelle la crisi in atto. “È ora di consegnare il megafono a coloro che hanno davvero storie da raccontare” ha dichiarato l’attivista svedese.