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DAL WINDSURF AL CARCERE, CHICO FORTI TORNA A CASA

DAL WINDSURF AL CARCERE, CHICO FORTI TORNA A CASA

ROMA-ITALIA  Da icona del windsurf e della televisione a detenuto negli Stati Uniti, con la grave accusa di omicidio, fino all’annuncio, il 1° marzo, della firma dell’autorizzazione al trasferimento in Italia dopo 24 anni, fatto dalla premier Giorgia Meloni proprio dagli Usa e salutato come “un risultato frutto dell'impegno diplomatico di questo governo, della collaborazione con il governo dello Stato della Florida e con il governo federale degli Stati Uniti”.

La vita di Francisco "Chico" Forti, da giovane amante degli sporti estremi e capo-editore di Windsurf Italia, aveva preso una svolta drammatica quando è stato coinvolto in un oscuro omicidio che lo ha gettato nel turbine di una tempesta giudiziaria: era il 1998 quando l'arresto di Forti per l'omicidio di Dale Pike, figlio di Anthony Pike, dal quale il velista italiano stava acquistando il Pikes Hotel, una discoteca molto nota all’epoca, aveva sconvolto la sua famiglia, i suoi amici e la comunità degli sport estremi. Ma la vicenda ha continuato a destare scalpore per le prove circostanziali e le testimonianze contrastanti presentate durante il processo. Nonostante Forti abbia sempre proclamato la sua innocenza, il processo, tra testimoni che cambiavano versione, prove che lo collegavano al luogo del delitto e una serie di circostanze che sembravano incriminarlo, portò a una pesante condanna: ergastolo senza la condizionale.

La sua difesa ha lottato strenuamente per dimostrare la sua innocenza, evidenziando una serie di errori, negligenze e approssimazioni che sarebbero state perpetrate dagli inquirenti durante le indagini, senza però riuscire a ottenere nulla. La lotta di Forti per la libertà però non si è mai fermata, tra appelli di vari ministri degli Esteri susseguiti alla Farnesina (Bonino Frattini, Terzi), il sostegno internazionale e la mobilitazione mediatica che hanno portato il suo caso sotto i riflettori, sollevando anche a distanza di anni domande sulle presunte irregolarità nel processo e richiedendo una revisione più approfondita del caso. Finora però le autorità statunitensi avevano sempre respinto le richieste di revisione del processo. “La firma ottenuta dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per l'autorizzazione al trasferimento di Chico Forti è uno straordinario risultato del Governo e della diplomazia italiana” esulta il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Orgoglioso dei nostri funzionari. In silenzio continuiamo a raggiungere risultati importanti”.