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LIBRI, “IO SONO IL CATTIVO”, RITRATTO DI 15 GENI DEL MALE

LIBRI, “IO SONO IL CATTIVO”, RITRATTO DI 15 GENI DEL MALE

ROMA-ITALIA  Dalla coproduzione del programma radiofonico “Io sono il cattivo” di Radio 24 e Audible, nasce il libro su 15 ritratti di geni del male. L’autore, Giampaolo Musumeci, giornalista fotografo e filmmaker che si occupa di conflitti internazionali, è andato in questi territori, li ha calpestati, fotografati e ha raccolto testimonianze.

Chi compie il male? Chi abbraccia venefici obbiettivi e perché? C’è chi lo fa per soldi, chi lo fa per religione, chi lo fa per fama, chi per follia, chi per un bene assoluto, chi per il paradiso. C’è chi lo fa uccidendo, chi rubando, chi raccontando, chi tacendo. Un viaggio nelle menti e nelle imprese di alcuni dei più feroci, astuti e talentuosi criminali del nostro tempo raccontate con straordinaria maestria di narrazione. Tra le biografie ci sono le vite, e spesso le morti, di terroristi, signori della guerra, ladri internazionali, ricercati, trafficanti di droga.

L’attualità internazionale diventa racconto delle grande figure che rappresentano il male nel nostro tempo. Dove sono cresciuti e hanno tessuto le loro trame. Dall’icona dei cattivi di oggi, il Califfo al Baghdadi, ai trafficanti internazionali come Mokthar Belmokhtar sino a Rocco Morabito che ha portato la ’ndrangheta oltre i confini dell’Italia. 15 i ritratti dei geni del male per esplorare le dinamiche e le ragioni tracciando un profilo delle grandi organizzazioni per comprendere meglio la storia di oggi, evidenziando il sottile filo rosso che lega queste vite così diverse: chi abbraccia il male decide di varcare un confine, di vivere in una nuova e infinita prateria in cui le regole che conosciamo non vigono più. E dove tutto è possibile.

Dall’Europa all’Africa, dall’estremo oriente agli Stati Uniti, i cattivi hanno compiuto violenze, hanno celebrato liturgie per noi inspiegabili. Guidati da obiettivi ai nostri occhi imperscrutabili, si sono mossi in un territorio, quello del male, che attraversa il globo, come fosse un mondo parallelo e transcontinentale. I cattivi attraversano confini, violano leggi scritte e non dette, scritte e codificate, regole morali, regole sociali. I cattivi non si curano delle conseguenze di ciò che fanno perché il loro obiettivo è sempre e comunque qualcosa di più alto. O altro. Poco conta uccidere decine di persone, stuprare, macchiarsi di crimini di guerra, violare le più elementari regole della convivenza civile. Il tutto è fatto per uno scopo che tutto giustifica. Che cosa ci dicono le storie dei cattivi così diverse tra loro? “Quello che voglio dire è che i cattivi non finiranno mai: ci saranno sempre nuove fertili condizioni per la nascita di nuove figure criminali. Quello che si può fare e lavorare sulle opportunità: offrire cioè meno opportunità ai cattivi di emergere.