Mar. 14. Jul 2020, Santa Fe - Argentina
Di tutti

RECOVERY FUND, CONTE SODDISFATTO: OTTIMO SEGNALE

RECOVERY FUND, CONTE SODDISFATTO: OTTIMO SEGNALE

ROMA-ITALIA  “Ottimo segnale da Bruxelles; va esattamente nella direzione indicata dall’Italia. Siamo stati descritti come visionari perché ci abbiamo creduto dall’inizio. 500 mld a fondo perduto e 250 mld di prestiti sono una cifra adeguata. Ora acceleriamo sul negoziato per liberare le risorse presto. Che le capitali europee lo assecondino” così il premier Giuseppe Conte mercoledì 27 maggio, giorno in cui dall’Europa è arrivato il tanto atteso “segnale”.

Sono 750 i miliardi proposti dalla Commissione UE per il Recovery Fund per combattere le conseguenze economiche della diffusione del coronavirus. La cifra, annunciata dalla Commissione e poi presentata dalla presidente Ursula von der Leyen alla plenaria del Parlamento europeo, si aggiunge agli strumenti già varati, per un totale di 540 miliardi. All'interno del fondo, le sovvenzioni a fondo perduto agli Stati saranno di 500 miliardi di euro mentre i prestiti a lungo termine saranno 250 miliardi di euro. Per l'Italia ci dovrebbero essere circa 172 miliardi, di cui circa 81,8 a fondo perduto e 90,9 come prestiti.

La proposta si chiamerà Next Generation UE e si aggiungerà al bilancio pluriennale UE, il Qfp, "riveduto a 1.100 miliardi di euro", come ha confermato Von der Leyen. Rispetto alla proposta dell'asse Parigi-Berlino, nel fondo si sono quindi aggiunti i 250 miliardi di prestiti. Il denaro sarà reperito sui mercati dai bond continentali emessi dalla Commissione. I detentori dei titoli saranno rimborsati con risorse che l'Unione andrà a recuperare su più fronti, come nella plastic tax, nella lotta all’elusione fiscale dei colossi del web e nel nuovo sistema di pagamento delle quote-inquinamento, che saranno estese ad aerei e navi.

“Ci abbiamo creduto quando in pochi ci avrebbero scommesso” ha detto in un’intervista alla Stampa giovedì 28 maggio il premiere Conte. “In molti, anche sul piano interno, mi invitavano ad essere cauto e a non espormi dicendo che avrei sicuramente rimediato una cocente sconfitta politica. Ma sono stato sempre consapevole che una reazione europea forte e unitaria era assolutamente necessaria non solo per l'Italia ma anche per il futuro stesso dell'Europa”, “con i leader europei più contrari o perplessi mi sono confrontato più volte, anche in modo molto franco, invitandoli a considerare che senza una risposta adeguata avremmo distrutto il mercato unico e compromesso irrimediabilmente tutte le catene di valore. Una risposta buona ma tardiva sarebbe stata inutile”.

Non è ancora finita, però, ammette Conte: “Ora c'è ancora molto da lavorare. Ci aspetta un Consiglio europeo molto impegnativo e dobbiamo cercare di rendere tempestiva l'attivazione di questi nuovi strumenti”.