Dom. 17. Nov 2019, Santa Fe - Argentina
Di tutti

PAPA: CHIESA SIA SENZA FRONTIERE, CREI PONTI

PAPA: CHIESA SIA SENZA FRONTIERE, CREI PONTI

Sin límites, con puentes...

ROMA-ITALIA  La Chiesa “vede chi è in difficoltà, non chiude gli occhi, sa guardare l’umanità in faccia per creare relazioni significative, ponti di amicizia e di solidarietà al posto di barriere”.

Così Papa Francesco durante l’udienza generale di mercoledì 7 agosto ribadendo che si tratta di “una Chiesa senza frontiere che si sente madre di tutti, che sa prendere per mano e accompagnare per sollevare – non per condannare. Gesù sempre tende la mano, sempre cerca di sollevare, di fare in modo che la gente guarisca, che sia felice, che incontri Dio”. Si tratta – sottolinea Bergoglio - dell’ “arte dell’accompagnamento che si caratterizza per la delicatezza con cui ci si accosta alla ‘terra sacra dell’altro’, dando al cammino ‘il ritmo salutare della prossimità, con uno sguardo rispettoso e pieno di compassione ma che nel medesimo tempo sani, liberi e incoraggi a maturare nella vita cristiana’.

Pensiamo questo quando siamo in momenti brutti, in momenti di peccato, in momenti di tristezza. C’è Gesù che ci dice: ‘Guardami: io sono qui’. Prendiamo la mano di Gesù e lasciamoci alzare”. L’udienza generale di questa mattina si è svolta nell’Aula Paolo VI, dove il Papa ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo. Nel discorso in lingua italiana il Papa, riprendendo il ciclo di catechesi sugli Atti degli Apostoli, ha incentrato la sua meditazione sul tema: “Nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, alzati e cammina (At 3,6). L’invocazione del Nome che libera una presenza viva e operante”.