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Europa

RIVOLI VERONESE, IL VENETO NAPOLEONICO

RIVOLI VERONESE, IL VENETO NAPOLEONICO

VERONA-ITALIA  Rivoli Veronese si erge nella provincia di Verona lambita dal fiume Adige, allo sbocco della Vallagarina ed a presidio della Chiusa Veneta, con lo sguardo rivolto al Lago di Garda. Storicamente punto di snodo strategico, il suo
nome deriva dal latino "rivulus", ovvero "piccolo fiume". Alle remote piste paleolitiche correnti sul fondo della Val Lagarina si è sovrapposta, in epoca romana, la Claudia Augusta e dopo ancora, nel Medioevo, la strada imperiale (l’odierna statale dell’Abetone e del Brennero) percorsa nel '700 dagli artisti del “Grand Tour”, Goethe e Heine in primis. Intorno al 1100 sulla Rocca di Rivoli esisteva una fortificazione: una leggenda racconta che, mentre il conte Gualfardo, signore di questo castello, era in Lombardia a combattere il Barbarossa, la fortezza veniva attaccata dalle truppe tedesche del principe Marcualdo discese dal Tirolo.

All'interno del castello Emma, moglie di Gualfardo, opponeva un'eroica resistenza. Quando le truppe tedesche riuscirono ad espugnare la Rocca, l'intraprendente castellana riuscì a salvarsi travestendosi da monaco. Sulla soglia della chiesetta interna alla fortezza, il finto monaco intimò ai soldati tedeschi di fermarsi. Gli scavi archeologici effettuati sulla rocca alla fine degli anni '70 portarono alla luce, oltre a varie suppellettili ed armi, anche i resti di una chiesetta che potrebbe essere quella della leggenda.

Rivoli fu di nuovo teatro di battaglia il 14 gennaio 1797, quando le truppe napoleoniche, impegnate nella campagna d'Italia, affrontarono l'esercito austriaco. Non ha una storia così lunga e ricca di battaglie eroiche, ma anche il Forte Wohlgemuth, costruito tra il 1850 e il 1851 sull'altura del Monte Castello, vale la visita. Il suo scopo era quello di proteggere le strade che da Affi si dirigono a Rivoli e all'Adige, incrociando i forti di Ceraino e Monte, mentre il suo nome si deve a un generale austriaco distintosi nella campagna del 1848.

Sono da vedere anche "La Tagliata", fortificazione edificata dagli italiani nel 1884, la chiesetta di S. Zeno a Incanale, costruita intorno al 1000 con l’impiego di tegole, mattoni e laterizi romani del luogo, la chiesetta parrocchiale di S. Luca, restaurata nel '600, e le incisioni rupestri a Incanale. Del passaggio dell'esercito napoleonico, invece, resta il basamento di un monumento voluto da Napoleone nel 1806 in località Torte, a ricordo della già citata battaglia del 1797.

Abbattuto dagli austriaci nel 1814, oggi al suo posto si trova un mausoleo. Da vedere anche il Museo Napoleonico. Il fascino del borgo, tuttavia, non appartiene solo alla storia, ma si amplia attraverso le sue radici culturali. Il borgo fa parte della "Strada del vino", detta "Strada della Terra dei forti", un percorso che unisce i comuni produttori del vino Valdadige DOC (Dolcè, Brentino Belluno, Rivoli e Avio). I due eventi principali del borgo sono ottime occasioni per assaggiare il vino locale.

Si tratta di Rivoli International a metà luglio, con mostre, tornei e concerti di gruppi italiani e francesi, e del Maggio Rivolese, anniversario della Battaglia di Rivoli, con la ricostruzione della battaglia tra francesi e austriaci, convegni e mostre, oltre alla festa degli Asparagi e alla Sagra di San Isidoro. La scoperta di Rivoli Veronese può terminare con una curiosità peculiare: Parigi ha un'importante via intitolata Rue de Rivoli, nei pressi del Louvre, in memoria proprio della battaglia vinta da Napoleone, e anche una fermata della metropolitana con il nome Louvre - Rivoli.