Lun. 01. Mar 2021, Santa Fe - Argentina
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GOVERNO, CONVINCONO L’EUROPEISMO E L’ATLANTISMO DI DRAGHI

GOVERNO, CONVINCONO L’EUROPEISMO E L’ATLANTISMO DI DRAGHI

ROMA-ITALIA  “Europeismo” e “atlantismo”: sono i due nodi programmatici enunciati da Mario Draghi che hanno strappato la convinta adesione delle forze politiche e dei gruppi parlamentari che hanno incontrato nella Sala della Lupa a Montecitorio il presidente del Consiglio incaricato L’8 febbraio, nel primo giorno del secondo giro di consultazioni.

“Abbiamo una definizione più precisa del programma di Draghi: una forte cornice europeista con richiamo all’atlantismo, tanto che il presidente è arrivato a mettere sul tavolo la questione di un bilancio europeo, le tre riforme di pubblica amministrazione, giustizia e fisco, la priorità alle opere infrastrutturali per il rilancio del lavoro e infine la scuola. Sono quattro cardini che ci trovano assolutamente d’accordo” sottolinea Riccardo Nencini, segretario del Psi, che poi aggiunge: “Abbiamo proposto di assumere 100mila laureati per la valorizzazione dei beni culturali per la promozione dei cammini storici, per la difesa dell’ambiente, per la conoscenza e valorizzazione del paesaggio per considerare il turismo in maniera diversa rispetto al passato”.

“Il presidente del Consiglio incaricato ha il nostro appoggio pieno e incondizionato non solo in questo momento di entusiasmo generalizzato ma anche nei momenti difficili che sicuramente verranno” assicura invece Carlo Calenda, leader di Azione, mentre Emma Bonino di Più Europa ha sottolineato: “Draghi ci ha parlato di tre riforme di fondo, che ci chiede la Commissione Ue: fisco, burocrazia e giustizia e noi abbiamo aggiunto non solo quella civile ma anche quella penale con l’addentellato drammatico delle carceri italiane”.

“Abbiamo riconfermato al presidente incaricato Draghi la nostra stima e dopo aver sentito la sintesi del programma del nuovo governo la nostra condivisione” sottolinea invece il presidente di Noi con l’Italia Maurizio Lupi. “E’ evidente – aggiunge - che stiamo rispondendo con serietà e responsabilità all’appello del presidente Mattarella, per un governo di alto profilo che non debba identificarsi con nessuna formula politica, questa è la ragione per cui noi diamo convintamente la risposta al professor Draghi, crediamo che non ci debbano essere veti ma la condivisione di un lavoro comune per dare un grande contributo al rinascimento del Paese”.

“Il governo che si accinge a formare Mario Draghi ha tre punti determinanti: europeismo, atlantismo, ambientalismo. L’Europa è al centro del programma di Draghi e mette in discussione il nostro europeismo, in altri termini vuol dire che non basta un governo che vada a Bruxelles a difendere l’interesse dell’Italia, qualcuno direbbe ‘battendo i pugni sul tavolo’, ma è necessario un governo che dopo la svolta europea del luglio scorso scommetta su una sovranità europea condivisa” è invece la riflessione di Bruno Tabacci, in rappresentanza di Centro Democratico - Italiani in Europa (componente del gruppo Misto alla Camera).

“Le parole di Draghi – aggiunge - sono di conforto per chi nutre la speranza che il nostro Paese possa voltare pagina e trarre dalla grande calamità della pandemia una grande opportunità di ripresa dello sviluppo che riguarda i lavoratori e le imprese. Esprimo piena soddisfazione per quanto sentito, e Mario Draghi ha l’autorevolezza e la forza per portare questo tentativo in porto nell’interesse del Paese”. Ad incontrare il premier incaricato anche i rappresentanti delle minoranze linguistiche e delle autonomie: “Non abbiamo parlato di legge elettorale ma Draghi conosce le nostre realtà e la conoscenza è da sempre garanzia di tutela. Chiaramente per quanto ci riguarda qualsiasi legge elettorale va interpretata nell’ottica della tutela delle minoranze linguistiche” hanno detto Manfred Schullian ed Emanuela Rossini delle minoranze linguistiche, mentre la senatrice Julia Unterberger, in rappresentanza del Gruppo Per le autonomie (SVP - PATT, UV) del Senato, ha rivelato che “il presidente ha fatto capire che per lui queste questioni hanno una certa importanza”.

Da Unterberger, inoltre, anche un appello affinché “la politica di genere venga messa al centro di tutte le altre politiche e che in questo governo ci sia un’adeguata rappresentanza di donne”. Tra i temi affrontati anche quelli legati alla nostra emigrazione: “Siamo più di 6 milioni di italiani all’estero, per noi è importante che vi sia una politica per gli italiani all’estero, che passi dalla promozione della lingua e cultura italiana e dalla promozione del made in Italy e del Sistema Italia” sono state le parole di Mario Borghese, esponente del Maie.