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SVIMEZ: IN 20 ANNI 2 MILIONI VIA DAL SUD, IL REDDITO DI CITTADINANZA NON BASTA

SVIMEZ: IN 20 ANNI 2 MILIONI VIA DAL SUD, IL REDDITO DI CITTADINANZA NON BASTA

Datos incontratables...

ROMA-ITALIA  Dall’inizio del nuovo secolo hanno lasciato il Mezzogiorno oltre 2 milioni di residenti, la metà dei quali sono giovani fino a 34 anni e un quinto sono laureati.

E se si guarda al futuro i dati non sono più rassicuranti: nel corso dei prossimi 50 anni il sud perderà 5 milioni di residenti a fronte di un centro-nord che conterrà le perdite. A lanciare l’allarme è il Rapporto Svimez sull’Economia e la Società del Mezzogiorno, pubblicato il 4 novembre, dal titolo “Il Mezzogiorno nella nuova geografia europea delle diseguaglianze”, presentato alla presenza del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (il primo premier a partecipare a una presentazione del Rapporto).

“Se riparte il sud riparte l’Italia”, afferma Conte sottolineando che il “progressivo disimpegno” della politica economica sul Mezzogiorno “ha prodotto conseguenze negative non solo per il sud ma per l'intero Paese”. È necessario, afferma il premier, “invertire l'indirizzo storico favorendo politiche di integrazione” e questa “è la massima attenzione del governo”.

I dati del Rapporto Svimez “non sono confortanti, la questione meridionale si propone instancabilmente da decenni”, ha detto la vicepresidente della Camera, Maria Edera Spadoni. Secondo Spadoni è importante “focalizzare i dati drammatici” e “ripartire da quei giovani che si sono formati con enormi spese, la cui partenza dal sud è tornata quasi al livello degli anni ’50, impoverendo la società”.