Mar. 21. May 2019, Santa Fe - Argentina
Europa

LIBRI: VIAGGIO NEL COMUNE SENSO DEL PUDORE

LIBRI: VIAGGIO NEL COMUNE SENSO DEL PUDORE

ROMA-ITALIA  “Moralità? La moralità italiana consiste tutta nell’istituire la censura. Non solo non vogliono leggere o andare a teatro, ma vogliono essere sicuri che nelle commedie che non vedono e nei libri che non leggono non ci sia nessuna delle cose che essi fanno e dicono tutto il giorno”.

Così Vitaliano Brancati scriveva ne “La governante” (1952). Silenzio, repressione, censura hanno a lungo circondato la sfera sessuale. Il pudore ne ha difeso i confini ma è stato investito dalle trasformazioni della società contemporanea. Alla spinta modernizzatrice, che porta a comportamenti più liberi, risponde una controffensiva moralistica che prende a bersaglio ogni strumento della “corruzione dei costumi”: l’educazione sessuale, le cattive letture, il cinema (e il pericoloso buio dei cinematografi), la nuova moda femminile, lo sport che rivela i corpi.

La storia del Novecento è tutta in questa lotta fra una progressiva liberazione dei costumi e una resistenza intransigente e bigotta al cambiamento. Sul finire del secolo poi i nuovi mezzi di comunicazione faranno trionfare non un nuovo senso del pudore, ma la più sfacciata indecenza.

Ma questa è un’altra storia rispetto a quella raccontata da Marta Boneschi nel saggio “Il comune senso del pudore” (Il Mulino). L’autrice è giornalista e storica. Tra i suoi libri: “Poveri ma belli” (1995), “La grande illusione” (1996), “Santa pazienza” (1998), “Senso” (2000), “Quel che il cuore sapeva. Storia delle famiglie Beccaria, Verri e Manzoni” (2004), “Milano, l’avventura di una città” (2007), “Voci di casa” (2002), “La donna segreta. Storia di Metilde Viscontini Dembowski” (2010) e, per il Mulino, “I migliori oggetti della nostra vita” (2016).