Sab. 17. Ago 2019, Santa Fe - Argentina
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MORTO MANDLA MASEKO, PRIMO ASTRONAUTA AFRICANO

MORTO MANDLA MASEKO, PRIMO ASTRONAUTA AFRICANO

Inesperada noticia...

MILANO-ITALIA  (PrensaMare)  La noticia impactó en Europa. Murió en un accidente de moto, antes de su primer vuelo, el astronauta africano Mandla Maseko. Había sido elegido entre un millón de candidatos que aspiraban a dicha carrera espacial.

Se lo llamaba il «ragazzo dello spazio»; il primo africano destinato a volare oltre l’atmosfera. E rispetto agli altri candidati, giunti al Kennedy Space Centre in Florida per la selezione finale un giorno del 2013, era come se lui arrivasse già dalla luna: un giovane dj cresciuto ai margini di Pretoria, a Mabopane, una di quelle township dove al tempo dell’apartheid i bianchi segregavano i neri.

E nella foto di gruppo fatta all’Accademia Spaziale, accanto al canuto Buzz Aldrin veterano della prima missione lunare, tra i 23 fortunati l’unico africano era proprio lui, Mandla.

Ecco, la storia dell’Afronauta è cominciata con quel salto. Per questo sembra ancora più beffardo il destino di morire a trent’anni, senza il tempo per il grande balzo. Il lancio della navetta Lynx era previsto per il 2015. Ma quell’ora di viaggio cosmico, da Mobapane fin quasi alla luna, fu rinviato sine die. Problemi tecnici, guai economici. Nel 2017 l’azienda XCor Aerospace fallì, e i pezzi del Lince andarono a una ong che si occupava di formazione.

Questo inghippo, questo contrattempo, non aveva fermato la missione di Mandla Maseko. Era entrato nell’esercito, si era addestrato privatamente come pilota, teneva conferenze motivazionali e dalle parti di Johannesburg c’è una scuola di specializzazione che porta il suo nome. Anche restando a terra, ce l’aveva fatta. Anche lui nel suo piccolo, First Man: il primo africano a sudarsi un biglietto per lo spazio. E non era stato uno scherzo. Si era buttato con il paracadute da 3 mila metri, era stato il più bravo sulla «vomit comet», una stanza dove il pavimento scompare simulando i vuoti e gli sconquassi di quando un razzo ti spara nello spazio. Sono passati anni e di lui si erano perse le tracce. Non fosse stato per quell’incidente di moto, la sua storia sarebbe stata dimenticata? Forse è esagerato cantare che «la sua morte è una perdita per tutti». Ma con il suo strano viaggio, cominciato con un piccolo salto di due metri, Spaceboy ha regalato un sorriso all’umanità.