Vie. 20. May 2022, Santa Fe - Argentina
Calcio Serie A

ROMA 3 – 4 JUVENTUS

ROMA  3 – 4  JUVENTUS

TORINO-ITALIA  Vincere a Roma è sempre un'impresa, ma così... Così è puro delirio. Se la Juve mai avesse avuto bisogno di un'iniezione di fiducia in vista delle prossime sfide, beh, oggi l'ha trovata. Perché non è sempre e solo dalle gare perfette, dalle vittorie nette che possono arrivare le scosse. Perché a volte, la sana incoscienza di credere in una rimonta che a un certo punto pareva impossibile e la forza di portarla a termine vale più di tre punti, per quanto preziosi siano. All'Olimpico succede di tutto, specie nella ripresa e a volte più di una partita di calcio sembra un match di pugilato, per la rapidità con cui le squadre affondano i colpi e ribattono a quelli degli avversari. Dopo le reti nel primo tempo di Abraham e Dybala, nel secondo la Roma raggiunge il doppio vantaggio in cinque minuti con Mkhitaryan e Pellegrini e in sette viene raggiunta e superata da Locatelli, Kulusevski, De Sciglio. E poi Szczesny che para il rigore del possibile nuovo pareggio... Una follia, semplicemente una meravigliosa follia.

VANTAGGIO ROMA CON ABRAHAM

Con Allegri squalificato e seduto in tribuna, è Landucci a guidare dalla panchina la squadra che schiera Dybala e Kean in avanti, con Chiesa pronto ad aggiungersi ai due partendo dalla sinistra. La Roma inizia con un buon ritmo che, oltre a un debole colpo di testa di Abraham bloccato da Szczesny, nei primi dieci minuti porta i giallorossi a collezionare quattro angoli, l'ultimo dei quali è decisivo: dalla bandierina Veretout crossa sul primo palo e Abraham arriva ancora alla deviazione aerea, questa volta letale.

DYBALA, UNA CAREZZA PER PAREGGIARE

Il gol ha l'effetto di caricare ulteriormente i padroni di casa, che aumentano la pressione, costringendo i bianconeri nella propria area e impegnando Szczesny con un rasoterra di Cristante da fuori. Proprio nel momento di maggior difficoltà, Dybala si carica la Juve sulle spalle e suona la carica. L'argentino cerca di sfondare con un'azione personale, ma viene fermato, quindi pochi secondi più tardi, riceve al limite da Chiesa e con il sinistro accarezza due volte il pallone: con il primo tocco lo controlla, con il secondo lo spedisce a fil di palo, rendendo inutile il volo di Rui Patricio e firmando il pareggio.

CHIESA COSTRETTO AL CAMBIO

Il copione della gara a questo punto cambia, anche perché l'intensità con cui entrambe le squadre affrontano ogni azione limita la precisione delle giocate e di conseguenza la pericolosità offensiva. Si lotta parecchio però, soprattutto a centrocampo e alla mezz'ora Chiesa si ferma per un problema al ginocchio ed è costretto a lasciare il posto a Kulusevski. Dybala arretra spesso per aiutare i compagni in fase difensiva e per far ripartire l'azione, ma in questo modo Kean rimane isolato in avanti e la Juve fatica a ripartire. D'altra parte però i bianconeri chiudono perfettamente gli spazi e solo nel recupero concedono agli avversari un colpo di testa di Smalling che Abraham devia in maniera scomposta, alzando abbondantemente il pallone sopra la traversa.

UNO-DUE ROMA

La ripresa non potrebbe iniziare peggio per i bianconeri Al primo affondo Mkhitaryan riceve centralmente da Lorenzo Pellegrini, carica il destro dal limite e trova un'involontaria deviazione di De Sciglio che fa imbizzarrire la traiettoria del tiro, con il pallone che si impenna, supera Szczesny e cade alle sue spalle infilandosi in porta. Neanche il tempo di imbastire una reazione, che Pellegrini dopo l'assist trova anche il gol, indovinando una punizione perfetta da venticinque metri: una conclusione violenta e precisa, che supera la barriera e si infila sotto l'incrocio.

UNO-DUE-TRE JUVE

Un simile uno-due stenderebbe chiunque, ma la Juve ha un carattere d'acciaio. Landucci cambia Bentancur e Kean con Arthur e Morata e lo spagnolo lascia subito l'impronta sulla partita, scodellando un assist perfetto per l'inserimento di Locatelli che stacca libero a centro area e accorcia le distanze. E due minuti dopo (quattro contando il check del VAR), arriva l'uno-due bianconero: Cuadrado serve Morata in area, la cui conclusione viene respinta, ma sul pallone c'è Kulusevski e il tiro di contro balzo dello svedese vale il pareggio. Finita? Assolutamente no: altri tre minuti e De Sciglio in pressing altissimo, approfitta di un colpo di testa impreciso di di Smalling, controlla in area e infila sul primo palo il destro del ribaltone.

LE MANI DI TEK SULLA VITTORIA

Finita? Neanche per idea: la Roma si fionda in avanti alla ricerca del pareggio e la Juve tiene, ma su una girata di Abraham in area, de Ligt respinge con il braccio. Il signor Massa controlla il VAR, indica il dischetto ed estrae il secondo giallo e poi il rosso all'indirizzo dell'olandese. Mentre Chiellini rileva Dybala, sul dischetto si presenta Pellegrini e Szczesny, dopo aver ipnotizzato Veretour nella gara del girone di andata, si ripete e respinge. Finita? Nemmeno per sogno. Ci sono ancora la grinta, il coraggio, la concentrazione con cui la Juve resiste con un uomo in meno agli inevitabili assalti giallorossi, perfetto epilogo per il folle capolavoro bianconero.

ROMA: Rui Patricio; Ibanez, Cristante, Smalling; Maitland-Niles, Lo. Pellegrini (42' st Borja Mayoral), Veretout (33' st Carles Perez), Mkhitaryan, Vina; Felix (26' st Shomurodov), Abraham; Allenatore: Mourinho.

JUVENTUS: Szczesny; Cuadrado, de Ligt, Rugani, De Sciglio; McKennie, Locatelli, Bentancur (19' st Arthur), Chiesa (32' pt Kulusevsky); Dybala (37' st Chiellini), Kean (19' st Morata); Allenatore: Landucci.

Arbitro: Massa. Reti: Abraham 11' pt, Dybala 18' pt, Mkhitaryan 3' st, Lo. Pellegrini 8' st, Locatelli 25' st, Kulusevski 29' st, De Sciglio 32' st. Espulsi: 36' st de Ligt.