Jue. 04. Jun 2020, Santa Fe - Argentina
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CORONAVIRUS, LA MORTE COLLETTIVA RIESUMA IL LINGUAGGIO DI GUERRA

CORONAVIRUS, LA MORTE COLLETTIVA RIESUMA IL LINGUAGGIO DI GUERRA

ROMA-ITALIA  “We face a war against Coronavirus”. A usare il termine “guerra” in relazione alle operazioni da mettere in atto per contrastare la pandemia è niente di meno che in un intervento sul Financial Times Mario Draghi, tra i più autorevoli governatori che la Banca centrale europea abbia mai avuto e tutt’ora considerato da molti come l’uomo della Provvidenza. Nell’uso del linguaggio guerresco Draghi è però in ottima compagnia, dalle cancellerie europee ai grandi media.

Per uno storico dei conflitti come Marco Mondini, docente all’università di Padova, queste parole hanno un’eco molto profonda. “E’ un parallelo che ha colpito moltissimo tutti i miei colleghi di storia della guerra sparsi per il mondo, frequentando per mestiere quel codice retorico: c’è un comune ricorso a un lessico di guerra per rivolgersi ai propri cittadini da parte di quasi tutti i leader europei, tranne qualche eccezione tra cui la Merkel che nel discorso ai tedeschi si è limitata a dire che sarebbe stato il momento più difficile dalla Seconda guerra mondiale.

La mobilitazione culturale è un fenomeno tipico delle società coinvolte in una guerra totale. L’obiettivo di questa mobilitazione è ottenere, organizzare e conservare il consenso”.