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PER META’ DEGLI ITALIANI NEL 2050 SARA’ UN MONDO PEGGIORE

PER META’ DEGLI ITALIANI NEL 2050 SARA’ UN MONDO PEGGIORE

ROMA-ITALIA  Al futuro guarda, non senza una certa preoccupazione, soprattutto quella generazione di post-millennials che chiamiamo “Generazione Z”. Un mondo, quello nel 2050, che sarà caratterizzato da forte presenza tecnologica - con il 67% dei “giovani” che ritiene per esempio che saranno i robot a occuparsi dei lavori di casa - dal ruolo preponderante delle istituzioni sovranazionali - con l’Unione europea che “gestirà l’Italia” (73%) - e una forte preoccupazione in materia ambientale.

Secondo il 53% degli intervistati (un campione di 3 mila soggetti maggiorenni residenti in Italia), nel 2050 il mondo sarà peggiore rispetto a quello di oggi. È quanto emerge dal dal rapporto SWG-FEEM “Il futuro che si prepara”, presentato nella Sala Koch del Senato il 25 settembre in occasione del trentesimo anniversario della Fondazione Eni Enrico Mattei.

Tra i rischi principali percepiti la mancanza di lavoro (51%), l’aumento della povertà e della diseguaglianza (46%) e la mancanza di giovani (35%). Un mondo, inoltre, dove vi sarà, secondo il 67%, una piena parità tra uomo e donna e una piena libertà di decidere sulla propria vita (63%). Al centro delle preoccupazioni si trova in particolare l’ambiente, con il 41% del campione intervistato che guarda con preoccupazione al surriscaldamento globale, il 36% alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti e il 32% all’inquinamento delle acque.

L’indagine - disponibile sul sito della Fondazione Eni Enrico Mattei - copre molti altri ambiti, dalla vita quotidiana all’economia del futuro, dalle sfide energetiche alla visione del continente africano e contribuisce anch’essa a comporre un quadro di riferimento per la ricerca futura.