Vie. 14. Dic 2018, Santa Fe - Argentina
Política

MATTARELLA: I MAGISTRATI RISPONDONO SOLO ALLA LEGGE

MATTARELLA: I MAGISTRATI RISPONDONO SOLO ALLA LEGGE

Manifestación del mandatario italiano...

ROMA-ITALIA  Nel Csm “componenti togati e componenti non togati si distinguono soltanto per la loro ‘provenienza’ perché condividono le medesime responsabilità nella gestione della complessa attività loro affidata. I componenti ‘laici’, secondo quanto prevede lo stesso art. 104 della Costituzione, sono eletti non perché rappresentanti di singoli gruppi politici (di maggioranza o di opposizione) bensì perché, dotati di specifiche particolari professionalità, il Parlamento ha affidato loro il compito di conferire al collegio un contributo che ne integri la sensibilità. Al contempo, i togati non possono e non devono assumere le decisioni secondo logiche di pura appartenenza. Ciò che deve guidare i componenti - tutti del Csm - è il senso del servizio all’istituzione così come la prospettiva del servizio al Paese”.

Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo al Quirinale alla cerimonia di commiato dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura uscente e di presentazione dei nuovi.

Oltre al capo dello Stato è intervenuto anche il vice presidente dell’organo di autogoverno della magistratura, Giovanni Legnini, mentre hanno partecipato alla cerimonia la Presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, il presidente della Camera Roberto Fico, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il primo presidente della Corte Suprema di Cassazione Giovanni Mammone e il procuratore generale presso la medesima corte, Riccardo Fuzio.

Successivamente ha avuto luogo la seduta di insediamento del Csm nella nuova composizione. Un altro passaggio del discorso del capo dello Stato è stato centrato sul rapporto tra magistrati e media: “L’attenzione e la sensibilità agli effetti della comunicazione non significa orientare le decisioni giudiziarie secondo le pressioni mediatiche né, tanto meno, pensare di dover difendere pubblicamente le decisioni assunte".