Sab. 19. Set 2020, Santa Fe - Argentina
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MIGRANTI, LAMORGESE: ARRIVI CONTINUI SONO INACCETTABILI

MIGRANTI, LAMORGESE: ARRIVI CONTINUI SONO INACCETTABILI

ROMA-ITALIA  Questi arrivi continui di migranti provenienti dal Nordafrica a Lampedusa, in Sicilia "sono inaccettabili". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese il 29 luglio durante un incontro a Sorbolo, nel Parmense. La responsabile del Viminale ha poi confermato che "il momento è difficile".

"Stiamo facendo il possibile - ha aggiunto -. Ci troviamo davanti a un evento con numeri elevatissimi. L'isola di Lampedusa non può da sola avere una pressione di un numero di migranti che arrivano a ripetizione". Il centro di accoglienza dell'isola siciliana, che dovrebbe accogliere un centinaio di migranti, oggi ne ospita un migliaio. Per questo Lamorgese sollecita una maggior concertazione con le Regioni sul tema della redistribuzione dei migranti. "Ovviamente ognuno si preoccupa che dal un punto di vista sanitario ci sia una garanzia - ha proseguito Lamorgese -.

E noi stiamo lavorando per questo: fare i tamponi e poi redistribuire i migranti in modo che non ci sia preoccupazione alcuna sui territori rispetti a una possibile diffusione del coronavirus". Altro punto chiave riguarda la necessità di intensificare le relazioni con i paesi di provenienza e di partenza dei migranti. Nei giorni scorsi il ministro ha compiuto una visita a Tunisi dove ha incontrato il presidente Kais Said e l'omologo Hichem Mechichi. La Tunisia è uno dei paesi con cui l'Italia ha stretto un accordo per i rimpatri.

Ma serve un impegno maggiore: "stiamo verificando anche altre opportunità per un dialogo ancora più stretto". Per evitare gli arrivi, "bisogna fermarli prima" ha aggiunto. Se la Tunisia, malgrado la crisi politica in atto nel paese, riesce a fornire riferimenti istituzionali certi, la Libia è in una situazione di caos assoluto: "Sono convinta che la strada da percorrere sia quella dei corridoi umanitari", ha spiegato Lamorgese che ha avuto uno scambio di opinioni telefonico con la commissaria europea agli Affari interni dell'Ue, la svedese Ylva Johansson. "Questa è la strada che dobbiamo seguire, così da liberare anche i centri di accoglienza".