Dom. 16. Jun 2019, Santa Fe - Argentina
Per il paese

CONTE: BATTERE LA MAFIA CON LA GIUSTIZIA SOCIALE

CONTE: BATTERE LA MAFIA CON LA GIUSTIZIA SOCIALE

Italia recordó a Falcone...

ROMA-ITALIA  La Repubblica “si inchina”. Il governo “risponde alla chiamata” che arriva ancora una volta da Palermo, 27 anni dopo la strage di Capaci in cui perse la vita Giovanni Falcone, e con lui sua moglie e la sua scorta.

Ci sono tutte le istituzioni nell’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo, quella del maxiprocesso alla mafia, scelta come sede delle celebrazioni, a declinare l’invito sono semmai le istituzioni locali, il presidente della commissione antimafia siciliana Claudio Fava, il governatore Nello Musumeci, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando: chi ha preferito celebrare questo 23 maggio a Capaci, chi alla caserma Lungaro, chi ha lasciata l’aula in anticipo, tutti contro la presenza del ministro dell’Interno Matteo Salvini (foto).

Un Salvini che nel suo intervento ha rivendicato la propria azione di contrasto alle mafie, e spiegato che “dopo quella bomba nulla è più stato come prima: penso che quel sacrificio sia valso il risveglio del Paese. La gente che è qua è il segno che vinceremo contro le mafie”.

Prima del suo c’era stato il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha snocciolato i nomi delle vittime della mafia: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina: “nomi indimenticabili” per il capo dello Stato. “Nella loro disumanità gli assassini li hanno colpiti anche come simboli - a loro avversi - delle istituzioni democratiche e della legalità.